Porta il disumano ed esistere nel quotidiano, a specchiarvisi

PAOLO SORTINO

“Elisabeth”, l’esordio con Einaudi del ventinovenne Paolo Sortino, può sembrare un libro in cui la letteratura abdica alla realtà, invece è moncler outlet online shop il contrario: raro e felice esempio di come la forza dello stile sia l’unica possibilità di colmare una manque nera del reale. Lo scrittore romano prende di petto la cronaca che rimane ottusa e muta nella crudeltà, del caso Fritzl ( il padre Kosef che nel 1984 abusa della figlia Elisabeth diciottenne e la costringe alla prigionia in una cantina bunker, architettando la finzione di una sua fuga e tenendola,invece, per 24 anni recusa e avendo da lei 7 figli). Un caso noto,ma anche oscuro nelle sue ragioni profonde. Sortino prende la trama dei nudi fatti, li dispiega in un concentrato di scene e le disloca a balzi nel tempo, seguendone l’evoluzione piumini moncler oggettiva, ma anche immaginando con un’empatia umana e una profondità psicologica quali potrebbero essere state le dinamiche relazionali tra padre e figlia. Non è un romanzo psicologico, anche se per assurdo è un grottesco ritratto di famiglia in un interno. Piuttosto qui si riconvoca la mitologia, narrando di estreme possibilità che riemergono nel sottosuolo dell’impossibile. Concepire come sia potuto accadere, come si outlet moncler possa essere e quale possa essere stato il divenire di questo reale. L’orrore moncler outlet serravalle è un genere dell’immaginario che ha sue regole, codici narrativi. Ma è anche stato una storia (Shoah) a volte non testimoniabile. Di questa storia moncler saldi non si può dire e pure non è possibile tacere.

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Il caso Fritzl è un laboratorio malato in cui si sperimentano piumini moncler outlet dinamiche di relazione inaudite. La scelta etica quasi prima che estetica è dire il nostro urlo silenzioso, il nostro essere senza parole.

Nessun espressionismo estetizzante, ma scolpire e concepire letterariamente (così come nel terzo capitolo il padre concepisce, riconcepisce questa figlia serva, in nove mesi) non solo il disumano ma anche l’umano che non si salva se “dove non era passata la bestia ora arriva l’uomo, cibandosi dei resti con le mani e la bocca”.

Rispetto al sangue freddo di un unico gesto clamorosamente crudele, moncler uomo studiato da Capote, Sortino nel ripercorre questo caso di cronaca, la crea sia su un piano archetipico del rapporto duale (padre figlia, uomo donna, carnefice vittima ecc), quasi post apocalittico (“immaginò che lei e suo padre fossero i soli sopravvissuti”, degli Adamo ed Eva salvati da un orrore che erano loro stessi, costruttori di città (Fritzl era ingegnere e costruì con le sue mani, come Caino, la città sommersa del bunker). Ancora una traccia piumini moncler saldi di potenza biblica del simulacro mediatico: Fritzl che porta i televisore alla sua “famiglia” e per i bambini che non hanno mai visto il mondo, il mare, quando scorre in tv è davvero l’altro mondo, in un’immagine vertiginosa della crudeltà mentale che tuttavia dice anche della nostra moncler saldi outlet società di spettatori.

Più spiazzante e proprio per questo interessante l’agire che Sortino immagina per Elisabeth. Il suo essere bava di lumaca, che nella fragilità trova la sua felicità, un grado zero che da quel punto di vista diventa più di uno zero. Elisabeth invasa dalla vita, rimasta incinta, fa di questa ottusa possibilità la risposta al piano dettagliato del padre che invece non sa prevedere nulla. Dal suo delirio assoluto di Eros, alla relatività di un grottesco Agape. Ingaggia una sorta di lotta non violenta contro il male, una resistenza esercitata con delle banalità farsi portare regalini, aggiustare tubi che perdono, fare la spesa fino a farne un marito succube (“cos’ha papà? domando la figlia Kerstin alla madre “papà è stanco tesoro. Lavora troppo”)

La banalità contro il male. Una complicità che non a caso era cominciata con un gesto di scrittura: “io non la scriverei mai così ” dice Elisabeth della finta lettera che il padre la costringe a vergare di proprio pugno per inscenare una fuga e che lei corregge, per moncler outlet trebaseleghe renderla più veritiera. Fusione col male, in un gioco di finzione. Elisabeth rende liquido il suo rapporto con il padre e si salva attraverso questa non virtù. Elisabeth sottrae all’assoluto del kampf privato del padre amante carnefice un tempo. Porta il disumano ed esistere nel quotidiano, a specchiarvisi. Si farà anche maliarda per attizzare un vecchio ormai semi impotente, in un perverso gioco di specchio col Male: “ormai era divenuta pietra, il moncler saldi uomo mostro fu messo di fronte alla paura. Elisabeth si fonde col cemento della sua prigione si diluisce nel male che la imprigiona.

Non c’è la volontà da parte di Sortino di confondere l’idea di bene e male, fare l’ambiguo di maniera: l’estrema pietas non dichiarata è seguire moncler outlet Elisabeth al suo punto di non ritorno interiore che sarà però chiave del suo ritorno alla luce: con l’idea che “tutto fosse senza un perché ” via via la ragazza sente di non avere altra scelta che abbandonarsi con una paradossale “volontà di prendere qualcosa da ciò che era costretta provare” che potremmo definire una volontà di impotenza. Nucleo di questa svolta è la vita che la invade nonostante tutto, rimanendo incinta. Accetta questa maternità abnorme solo come vita perché essa è possibilità. La Elisabeth di Sortino ma noi con lei, immaginiamo, anche quella reale, con commozione, alla lettera non chiede mai al padre “perché” fa tutto ciò, ma poi è “felice di vederlo mortale” reagisce impaurito all’annuncio del primo figlio. Muta, Elisabeth resta lì esposta nel suo dire non dicendo, “ecce”, eccomi, la vita si afferma con la sua sola possibilità, estremo biopolitico del diritto: di fronte al padre con ferro da calza pronto a farla abortire, lei risponde “non uccidi solo una persona, ma anche la possibilità che possa diventarlo. E a te interessa la possibilità, vero papà?”.

Cosa allude qui? forse ventila al padre la possibilità di poter avere nel futuro di nuovo una giovane figlia da abusarePer questa possibilità senza nome, senza segno, nuda biologia, passa l’unica chance. Non si batte il male con nessun decalogo di divieti o nessun progetto di Bene. Questa è la relatività filosofica del nostro tempo. Elisabeth è possibilità solo in quanto creatura, “la mite” del XXI secolo, la “mansueta” che il narratore fa muovere tra le macerie dell’umanità del proprio carnefice, in quella posizione atroce e piumini moncler uomo inaudita che lo vede anche nei panni di padre e amante. Elisabeth incarna il labirinto dell’etica che viene dopo tutto, nell’epoca dove l’assurdo da categoria filosofica è divenuta prassi e assuefazione e già visto. Da lì ripartire. Elisabeth si sacrifica in un estremo abbandono del sé, laddove il carnefice fa strage di ogni sé. Se è vero che Eichmann era banale perché non riusciva ad “immaginare” cosa stava facendo, pur avendo davanti i fatti non https://www.moncleroutlet-i.org li immaginava, dice la Harendt, così è la nostra coscienza, in un tempo che adora i suoi mostri e ne gode, in un tempo in cui l’aver sperimentato la possibilità dei campi e della shoah, non ha prodotto a sufficienza anticorpi. Sortino allora ci fa immaginare tutto.

Con la strategia dei gesti minimi, tuttavia Elisabeth non trova nell’inferno quel che inferno non è: fa un passo ulteriore e più disperato ma meno illusorio. Sortino attraverso un sapiente e incredibilmente maturo dosaggio di crudeltà, ambiguità, attenzione e riflessione, porta la vicenda reale a quel punto dell’indicibile, cercando di renderlo detto, scritto: ecco allora l’inaccettabile agli umanisti, l’estremo attaccamento animale alla vita, cavandolo fuori moncler donna anche dal gorgo malefico del padre e lasciandolo emergere anche nel figlio che più tardi, finito tutto, non testimonierà contro Joseph dicendo “è pur sempre mio padre”. Se è stata vita, allora è pur sempre “il bene più grande” per Elisabeth,perché era moncler outlet online uomo tutto ciò che era. Negarlo significa negare sé stessa. Estrema metafora della strage delle illusioni, dei progetti in nome dell’uomo già visti diventare orrore. Elisabeth moncler bambino outlet cammina come creatura cieca, la sua etica, direbbe Pascal, è a tentoni. Anzi, non c’è, c’è solo una finitudine estrema moncler bambino saldi (e invece patetico alla fine il padre costruisce una piscina per simulare il mare per quei figli che mai hanno visto uno specchio moncler outlet online uomo d’acqua come in certe piscine giapponesi e di fronte un tunnel dipinto, come quello dei cartoni animati). Eppure resiste piumini moncler scontatissimi e si salva perché fa l’inaccettabile per chi pensa in termini di valori etici: Elisabeth sente mentre lo vive sommersa, e poi dopo, essendosi salvata che quell’inferno disumano e disperato è il suo tempo, il suo esistere, è per lei “il bene più grande”. Il possibile è l’assurdo, umanità senza più idea di cosa sia umano, se ne sta nel grumo anteriore alle idee di male e bene, nella vita che è muta possibilità in sé, nuda tenebra del nostro esserci. Di questa verità, che non si può dire ma non si può nemmeno tacere, si fa carico la letteratura e questo bellissimo romanzo, una finzione che “non è il contrario della verità, ma solo un giro più lungo per arrivarvi”.

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